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VASTO 2010: IDEE PULITE, LA SFIDA DELL'ITALIA DEI VALORI |
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sabato 21 agosto 2010 |
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VASTO 2010: IDEE PULITE, LA SFIDA DELL'ITALIA DEI VALORI
Siamo ad agosto ed eccoci ad interrogarci sulla situazione politica che, lo vogliamo o no, segna la vita del Paese e di tutti noi; la situazione è preoccupante, sia sul piano istituzionale che sociale che economico.
Per questo dobbiamo anticipare i tempi e ritrovarci il 17-18-19 settembre a Vasto, l’appuntamento ormai diventato tradizione per il nostro partito. Stiamo lavorando per organizzare al meglio l'evento: nei prossimi giorni troverete su questa pagina tutte le indicazioni utili per programmare e definire la vostra presenza.
Italia dei Valori vuole proporre un’alternativa alla politica attuale, e per fare questo si presenta con idee pulite, che
sappiamo essere abbastanza forti e vogliamo proporre a tutti. Il momento è cruciale: i nodi stanno venendo al pettine, abbiamo un PDL alla resa dei conti interna che evidenzia la fine del "partito dell'amore", c'è una Lega insofferente e consapevole delle difficoltà a incassare il tanto promesso "federalismo", assistiamo al solito teatrino "ondivago" dei c.d. centristi (Casini, Fini, Rutelli…), registriamo le difficoltà di un PD che non è in grado di tracciare una rotta per uscire dalle "secche del berlusconismo".
E in tutto questo il Paese soffre di una crisi economica da cui non siamo ancora usciti, le ferie d’agosto sono rimaste per molti un ricordo o un sogno, la disoccupazione e la precarietà affliggono il mondo del lavoro, la tutela dell’ambiente, della cultura e dell’istruzione non sono mai state così a rischio.
Per discutere di tutto ciò, organizzeremo incontri, seminari, tavole rotonde, sui temi che l’attualità italiana mette sul piatto. Interverranno, come consuetudine, non solo gli esponenti del nostro partito, ma anche di altri gruppi politici, della società civile, del mondo dell’informazione. Sarà una grande festa della democrazia partecipata e partecipativa, in cui tutte le idee potranno essere espresse ed ascoltate.
Vi aspetto, vi aspettiamo tutti a Vasto a settembre.
Antonio Di Pietro.
Vasto 2010: idee pulite, la sfida dell’Italia dei Valori.
Per ulteriori dettagli seguire il sito nazionale: www.italiadeivalori.it
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COMUNITA' DI VALLE, PROVIAMO A GUARDARE IN PROSPETTIVA |
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giovedì 12 agosto 2010 |
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Comunità di Valle siamo arrivati al dunque, il dibattito su questa riforma che tanto impegnò la XIII legislatura ed una parte di quella in corso, è aperto, anzi apertissimo. Il 24 ottobre di quest’anno si andrà al voto per l’ennesima volta ed è normale, vista la portata che questi nuovi enti sovra comunali saranno deputati a ricoprire, che si cerchi di capire, di interpretare di vagliare, i pro, i contro, l’aumento della spesa, le ricadute in termini di maggiori opportunità per i territori.
Ma ciò che viene avanti e che noi di Italia dei Valori salutiamo con favore, è la consapevolezza diffusa che difficilmente ulteriori enti intermedi confezionati a tavolino dalla politica potranno soddisfare le enormi aspettative che questa rivoluzione istituzionale comporterà. Anzi potrebbe essere che le questioni si complichino ulteriormente, per una serie di motivi, che in questa sede tenteremo di analizzare.
In primo luogo le Comunità di Valle una dubbia configurazione giuridica e potrebbe essere che i comuni abbiano difficoltà a riconoscerne il ruolo, soprattutto se si dovrà programmare l’uso del territorio con una visuale di “valle” e non più di comune, ricordiamo peraltro che giuridicamente gli unici strumenti urbanistici a valere davvero saranno sempre e comunque i piani urbanistici comunali. In quest’ottica è bene anche ricordare che i paesi delle nostre valli, come di tutte le vallate del mondo, soffrono da sempre di un atavico, quanto granitico campanilismo ed il rischio di paralisi dei consigli delle comunità è sempre in agguato.
Qualche esempio: si troverà facilmente l’accordo per costruire la piscina o il campo sportivo, o la caserma dei vigili del fuoco che serva quasi un’intera vallata?
Anche ora, così come siamo messi, le controversie non sono poche su questi temi, controversie che a volte hanno anche portato a sbocchi positivi in qualche area del Trentino, dove due o tre comuni (in Val di Ledro addirittura cinque) hanno dato vita ad un comune unico.
Ecco noi crediamo che questa sia la strada, una spontanea, quanto naturale progressione verso unificazioni motivate da affinità socio-economica, vicinanza, oltre che per un’ottimizzazione di costi a tutto beneficio di maggiori servizi. Anche se i casi trentini citati dovrebbero rappresentare soltanto un esperimento iniziale.
Nei mesi scorsi ed in totale solitudine, rispetto alle altre forze politiche del Consiglio Provinciale, abbiamo proposto in una mozione un percorso che, grazie alle Comunità di Valle, dalle quali ormai non si può prescindere, arrivi in 10 anni ad una esemplificazione delle municipalità, con un numero indicativo di 30 comuni per tutto il territorio provinciale.
Una boutade? Una provocazione? Potrebbe anche essere, ma già ieri abbiamo letto su quotidiano regionale la proposta di un consigliere comunale di Rovereto, il quale dimezzerebbe il numero dei comuni da 216 a 100, massimo 120. Allora io credo che questo sia l’inizio di un dibattito interessante e fruttuoso per tutta la comunità trentina.
La nostra proposta infatti non vuole abolire le municipalità, con i loro nomi, i loro simboli, i gonfaloni, nessuno è così sprovveduto da pensare che in una comunità alpina, che per di più vanta 60 anni di Autonomia speciale, si possano cancellare le radici dei popoli, le tradizioni, le consuetudini millenarie. Nulla di tutto questo prevedeva il nostro progetto, anzi uno sportello di servizio agli abitanti di ogni comune dovrebbe certamente rimanere, con due, massimo tre dipendenti.
Ma l' erogazione di servizi dovrebbe essere assolto da comuni di almeno 7-8 mila abitanti, pensiamo a quanti servizi di tages mutter, asili nido, domiciliari per gli anziani, di gestione virtuosa della raccolta differenziata, dei trasporti, dei centri scolastici, dell’aiuto ai disabili, potremmo dare alle famiglie con 40 milioni di risparmio sull’attuale pletora di consigli comunali, consiglieri, assessori, società comunali e apparati vari. Va da se’ che le commemorazioni comunali con più risorse a disposizione potrebbero essere anche più curate senza che ogni sindaco vada con il cappello in mano dall’assessore di turno a chiedere fondi.
E le Comunità di Valle in questa prospettiva che ruolo potrebbero avere? Noi pensiamo a delle Comunità di Valle che accompagnino questo processo, un ruolo di studio, di valutazione, di analisi e di proposte che da qui al 2020, porti il Trentino ad una configurazione moderna, efficiente, meno dispendiosa, meno pletorica. Per poi scomparire.
Questo noi crediamo sia fondamentalmente il ruolo che devono avere le Comunità di Valle, un insieme di uomini di buona volontà che conoscendo in maniera approfondita i problemi e le prerogative di ogni territorio, accompagnino con competenza, spirito di servizio e di collaborazione il Trentino ad essere una regione pilota, modello per molte altre regioni, che ancora una volta vedano nella nostra Autonomia, non tanto una concentrazione di privilegi, quanto un laboratorio per un futuro possibile.
Gli anni che verranno porteranno in dote sempre minori risorse e sempre maggiori necessità di affrontare politiche nuove, di integrazione, di uso corretto delle risorse, di maggiori capacità organizzative e strutturali, se vorremo vincere una sfida, quella del terzo millennio, che non farà sconti a chi non sa razionalizzare, ottimizzare, snellire una pubblica amministrazione che ormai è considerata la principale ipoteca allo sviluppo.
Bruno Firmani
Consigliere Provinciale di Italia dei Valori
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Italia dei Valori e Comunità di Valle |
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martedì 10 agosto 2010 |
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La posizione di IdV in materia di Comunità di Valle è sempre stata critica. Quanto potrebbe contribuire ad aumentare il costo della politica ci vede, da sempre, perplessi.
Non abbiamo contribuito alla scrittura della riforma istituzionale che ha delineato le Comunità nel 2006 ed oggi, coerenti con le posizioni del passato, vigileremo perchè la riforma che si sta portando a compimento sia realmente a costo zero per i contribuenti.
Restiamo a favore di una razionalizzazione rapida dei livelli di governo e crediamo che la migliore democrazia partecipata sia quella che coinvolge il maggior numero di elettori consapevoli ed informati.
Decideremo insieme a tutti gli iscritti, già contattati in merito in una precedente riunione tenutasi in sede a Trento, se presentarci con liste autonome ,se contribuire con nomi di rilievo alle iniziative unitarie o se non essere presenti alla prossima tornata elettorale.
Il nostro apporto sarà , in ogni caso,di criticità costruttiva, tesa al controllo della reale economicità del percorso ed alla costruzione di una futura organizzazione del territorio in Comuni di più ampie dimensioni, che razionalizzino e migliorino i servizi ai cittadini e ne diminuiscano drasticamente i costi.
On. Sergio Piffari
Commissario straordinario - Italia dei Valori del Trentino
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Ultimo aggiornamento ( martedì 10 agosto 2010 )
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RACCOLTA FIRME: ECCO I RISULTATI TRENTINI |
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venerdì 30 luglio 2010 |
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REFERENDUM: OBIETTIVO RAGGIUNTO per due quesiti referendari; sfiorato il terzo!
L'obiettivo indicato per il Trentino era di 4.000 firme certificate per ogni referendum.
Ecco i risultati delle firme certificate raccolte nel Trentino:
ACQUA: 4072
LEGITTIMO IMPEDIMENTO: 4036
NUCLEARE: 3922
Grazie all'impegno di tutti coloro che hanno collaborato, con enorme sacrificio e impegno, alla raccolta firme, siamo riusciti
a garantire le firme richiesteci per due quesiti; abbiamo mancato di poco, l'obiettivo sul quesito inerente il nucleare.
Un ringraziamento particolare va a tutti i certificatori e a tutti coloro che si sono prestati per dare presenza
e collaborazione ai vari gazebo e banchetti organizzati, da parte di tutti gli iscritti di IDV!
L'impegno è stato gravoso per tutti, ma crediamo di aver dato valore, anche in Trentino, alla presenza di IDV.
Ringraziando nuovamente TUTTI, indistintamente, per l'impegno profuso, auguriamo una buona estate.
LA SEGRETERIA.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 30 luglio 2010 )
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Antonio Di Pietro:"La stampa si autoimbavaglia!" |
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venerdì 30 luglio 2010 |
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E' certamente vero che Berlusconi, con la legge sulle intercettazioni, vuole imbavagliare l’informazione, ma è anche vero che la stampa e le televisioni - anche quelle apparentemente più indipendenti - ci mettono del loro per imbavagliarsi da sole.
Prendiamo il caso di quel che è successo ieri. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo depositato alla Corte di Cassazione oltre due milioni di firme di cittadini italiani per abrogare con referendum tre leggi vergogna: il legittimo impedimento (ovvero quella legge che ha permesso e permette a Berlusconi di non farsi processare), la privatizzazione dell’acqua (ovvero quella legge che assicura l’utilizzo dell’acqua solo a chi può permettersi di pagarla, mentre dovrebbe essere un diritto di tutti) e le centrali nucleari (ovvero quella legge con cui il Governo Berlusconi ha stabilito di installare ben 13 centrali nucleari nel nostro Paese, con grave rischio per la salute, l’ambiente e il nostro futuro).
Non è una cosa di poco conto: una moltitudine enorme di cittadini italiani hanno sottoscritto le nostre proposte di referendum. Ora, la procedura è avviata e i cittadini, finalmente, potranno dire la loro su temi importantissimi che attengono rispettivamente a tre principi fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione: la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge e la salute.
Eppure, nessun organo di stampa ha dato notizia dell’evento, nessun telegiornale ne ha parlato, nessun giornale lo ha riferito. Praticamente tutti gli organi di informazione ufficiali hanno ignorato e hanno fatto finta di non vedere e di non sapere.
Allora dobbiamo chiederci perché è avvenuto e avviene tutto questo. Per capirci qualcosa ho chiesto spiegazioni a un serio giornalista parlamentare che ho incontrato questa mattina a Montecitorio. Mi ha risposto che ciò era dovuto al fatto che l’Italia dei Valori non ha collegamenti lobbistici adeguati con le varie redazioni giornalistiche e televisive e, per questa ragione, la nostra azione politica e parlamentare viene costantemente ignorata se non addirittura boicottata (anche su istigazione di altri gruppi parlamentari). Insomma, mi ha consigliato di “piazzare” qualche giornalista “amico” nelle redazioni dei giornali.
No, non voglio farlo. Per rispetto proprio dei giornalisti e della loro professione, credo sia meglio che l’informazione rimanga veramente indipendente. Non bisogna irretire i giornalisti con blandizie e promesse. Soprattutto credo sia un peccato cercare di comprare i loro favori.
Però, mi sono cadute le braccia nel constatare l’assoluto silenzio con cui la stampa ha reagito al deposito delle firme referendarie. D’accordo avercela con me o con l’IdV per le nostre battaglie di legalità, ma ignorare oltre due milioni di firme mi sembra davvero un atto di disinformazione degno del peggior regime.
Chiedo, allora, ai Direttori dei giornali – almeno a quelli che ancora vogliono rimanere indipendenti – di riconsiderare la loro posizione e di informare adeguatamente l’opinione pubblica sull’esistenza e sul contenuto dei tre referendum.
Chiedo soprattutto a voi della Rete e al mondo dei blogger di far partire una campagna informativa alternativa e penetrante per far comprendere ai cittadini di non lasciarsi sfuggire questa occasione e di attrezzarsi per andare in massa a votare al prossimo referendum.
Antonio Di Pietro.
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COMUNICATO DALLA PRESIDENZA |
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Scritto da Administrator
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mercoledì 28 luglio 2010 |
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Lo scorso primo maggio l'Italia dei Valori ha avviato la raccolta firme per tre referendum. Tre iniziative per abrogare il legittimo impedimento, la privatizzazione dell'acqua e il pericolo nucleare.
Lo abbiamo fatto per dare una chance ai cittadini, presi in giro da un Governo che aveva promesso altro. Il centrodestra non ha vinto le elezioni promettendo agli elettori una serie di leggi scansa-processi, oppure la privatizzazione dell'acqua pubblica o, peggio ancora, di voler fare dell'Italia un Paese nuclearizzato.
Ma dal giorno successivo alla vittoria elettorale, questo Governo ha ingessato il Paese con questioni personali. Ha bloccato la macchina amministrativa per tutelare gli interessi di una stretta cerchia di persone, infischiandosene dei veri problemi.
Questo Governo sta legiferando in modo improprio, poiché sta disponendo del potere esecutivo per portare a termine un mandato diverso da quello ricevuto dai suoi elettori.
Con i tre referendum, l'Italia dei Valori ha voluto dare un'opportunità al Paese, affinché la volontà di milioni di persone torni ad essere più importante di quella di una decina di persone.
Questi tre referendum rimettono nelle mani dei cittadini la volontà di abrogare tre leggi che hanno un obiettivo molto chiaro: arricchire la cricca e annichilire la democrazia e lo sviluppo del Paese.
Domani mattina, alle 10:30, depositeremo in Cassazione le firme raccolte e possiamo rassicurare i cittadini di aver raggiunto e superato il quorum delle 500 mila firme (oltre 2 milioni complessivamente), per ciascun quesito referendario con uno sforzo organizzativo e logistico senza eguali nella storia referendaria italiana.
Dopodiché, la responsabilità potrà essere nelle mani di ogni singolo cittadino. Ognuno sarà chiamato a decidere per il futuro del Paese. Ognuno potrà promuovere o bocciare una legge che mette al riparo dalla giustizia le più alte cariche dello Stato, una legge che mira a privatizzare l'acqua pubblica e una legge che prevede l'installazione di centrali nucleari in Italia.
Che ognuno faccia la sua parte, allora, smentendo tutte le statistiche e i dati che bollano i referendum come strumenti vecchi, inutili e morti.
Negli ultimi 15 anni, in Italia, lo strumento referendario è sempre caduto nel nulla per non aver raggiunto il quorum. Ne siamo coscienti e siamo a conoscenza delle difficoltà di questa sfida. Ma provarci è un dovere e gettare la spugna sarebbe da codardi.
Nessun altro partito ci ha aiutato nella raccolta firme. In ogni caso non abbiamo mollato. Il futuro del Paese non può passare dalle decisioni di un gruppo di ultrasessantenni che pensano solo ad arricchirsi. Non possono essere questi signori a decidere sull'installazione di una centrale nucleare che sarà un pericolo per le generazioni future che oggi non hanno neanche il diritto al voto.
L'Italia dei Valori è al fianco dei cittadini. Come sempre. Ringraziamo tutti coloro che hanno sottoscritto la raccolta firme.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 28 luglio 2010 )
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