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Manovra economica: l'alternativa proposta da Italia dei Valori.
Stamattina, nella sala Mappamondo della Camera, abbiamo presentato la "Contromanovra". Un'alternativa al decreto governativo firmato ieri dal Capo dello Stato. La proporremo in Parlamento, convinti che l'Italia possa recuperare molto più di 24 miliardi di euro in due anni. E senza mettere le mani in tasca agli italiani.
Le nostre proposte intendono non solo contribuire alla riduzione del debito ma soprattutto promuovere lo sviluppo e sostenere le fasce più deboli. Proponiamo una manovra biennale di più di 65 miliardi di euro di cui 33 miliardi dedicati alla riduzione del deficit e 32 miliardi allo sviluppo, in particolare attraverso la riduzione del carico fiscale a lavoratori e piccole e medie imprese.
Il rischio vero è che le manovre contemporanee dei paesi dell’eurogruppo per centinaia di miliardi di tagli e di aumenti di imposte abbino un forte impatto depressivo, inducendo una deflazione delle economie europee che renderebbe vano ogni intervento di riduzione ragionieristica dei deficit dei bilanci pubblici nazionali.
Proponiamo di intervenire con misure su scala continentale e sul piano nazionale.
I tagli devono essere, inoltre, accompagnati da riforme strutturali, dal fisco al welfare, per rilanciare la crescita, ridurre stabilmente il deficit dei conti pubblici ed ottenere il consenso delle popolazioni, consenso senza il quale ogni manovra rischierebbe di essere vanificata dalle resistenze di ampi settori di cittadini.
Emerge l’esigenza di una diversa politica economica che risponda alla crisi attuale rilanciando la domanda interna, la nostra capacità di competere sui nuovi mercati internazionali dei paesi emergenti con la qualità dei nostri prodotti, che accompagni il nostro sistema produttivo verso la green economy, o per meglio dire verso una riconversione ecologica del nostro modello di sviluppo e della nostra società.
Siamo per la modernizzazione ecologica dell'economia tramite la riconversione dell'insieme delle attività produttive e dei servizi, riconversione che può essere l’occasione per centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati nelle energie rinnovabili, nell'edilizia, nei trasporti, in agricoltura, nella manutenzione, nel rifornimento dei materiali, nella riparazione, nel riciclaggio, nel commercio locale, nella ricerca e nell'innovazione o nella protezione degli ecosistemi.
Proponiamo una manovra anticiclica pari a quasi quattro punti di Pil (circa 65 miliardi di euro) per il biennio 2011-2012 che riduca anche la pressione fiscale trasferendola almeno in parte dal lavoro, dalle famiglie e dalle imprese, alla rendita speculativa.
La manovra Tremonti non va in questa direzione ed è recessiva, anche se condividiamo alcune delle misure proposte.
L’attuale manovra è in buona parte dovuta al timore di attacchi speculativi da parte di quegli stessi mercati finanziari che sono responsabili dell’attuale crisi economica mondiale. Riteniamo urgente che le azioni dei mercati vengano regolamentate, che la speculazione finanziaria sia fortemente ridimensionata e che gli operatori finanziari paghino il loro contributo in quanto beneficiari di ingenti profitti.
Una politica restrittiva è l’esatto opposto di ciò che servirebbe all’Europa. D’altronde, le difficoltà della finanza pubblica sono l’effetto e non la causa della crisi. I tagli messi in cantiere in tutta Europa assicurano solo stagnazione e disoccupazione crescente; e, soprattutto, rendono sempre più esplosivi i divari territoriali. Di questo passo, è prevedibile che alcuni paesi saranno costretto ad uscire dall’euro. La stessa Italia è a rischio.
L’Europa ha bisogno di una politica espansiva concertata, che tenga a freno la speculazione e generi una crescita equilibrata.
ECCO IL LINK ALLA MANOVRA:
http://www.antoniodipietro.com/2010/06/la_nostra_contromanovra.html
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